La nostra è una storia lunga, complessa, intricata, con molti personaggi, a volte quasi un romanzo.

Difficile, ma bellissima.

Per questo io non mi arrendo.

venerdì 14 giugno 2013

Come nel mare in tempesta, senza ancora.

Era da Gennaio che aspettavo (e forse speravo) che il discorso riguardo il lavorare assieme si facesse serio. Soprattutto per capire quali fossero le sue intenzioni, se fosse possibile una vita del genere, se davvero credesse che io potessi farcela assieme a lui.
Beh, la proposta seria è arrivata e no, non sto parlando di matrimonio.
Siamo passati dai discorsi fatti un po' per scherzare al "pensaci in queste settimane, io lo sai cosa vorrei" .
No, non lo so. O almeno, non lo sapevo. Non avevo capito le sue idee né le sue intenzioni, non sapevo cosa volesse da me. Ora credo di averlo capito. Lui ci crede davvero, o perlomeno più di me, e vuole incominciare a rendere le cose più serie e fatte bene, su un livello più alto.
Io invece non riesco a credere che sia possibile, la mia presenza intendo. Ho analizzato i possibili pro e contro e ovviamente i contro sono risultati più numerosi. La cosa spaventa entrambi, ma lui sostiene che ne varrebbe la pena.
Si, forse ne varrebbe la pena solo per la quantità di tempo assieme e le risate che mi farei con lui e Alessio. Forse ne varrebbe la pena perché lui sarebbe felice e la sua felicità è l'unica cosa che conta per me, più del mio orgoglio o del mio stare male.
Non sarebbe facile, affatto. Abitiamo distanti e questo influenza moltissimo le possibilità di muoversi assieme e quindi aiutarlo sul campo. Tre volte su quattro questo non è possibile e tutto si riduce a me, a casa, sola ad aspettare un segno di vita al cellulare che quando (e se) arriva, si tratta di un messaggio privo di senso o di una chiamata rapida in cui non facciamo nemmeno in tempo a chiederci come va. Lui è ovviamente occupato insieme ad Alessio e sono più che sicura del fatto che lui non si renda nemmeno conto del passare del tempo, mentre per me ogni minuto che passa non fa altro che aumentare il malumore. La cosa peggiore è che a tutto questo non c’è soluzione, non c’è un modo alternativo in cui possano andare le cose. Semplice e letale.
Un altro punto assolutamente odioso è il fatto che io non avrei un ruolo così fondamentale e temo che presto si renderà conto che sono solo una perdita di tempo.
Perché uno dei contro più pesanti è la mia assoluta ignoranza a riguardo dell'argomento. Posso provarci quanto voglio e impegnarmi, ma sarò sempre due passi indietro rispetto a loro e questo è un peso per entrambi.
Aggiungiamoci il fatto che odierei sentirmi stupida e mi ammazzerei piuttosto che dirgli che non sono in grado o non ho capito una determinata cosa. So che avrebbe pazienza, ma non credo così tanta da farmi sopravvivere più di qualche mese, l'essere umano ha dei limiti naturali dopotutto. E finire impiccata con un cavo ad un'americana non è decisamente la prima della mia lista delle cose da fare
Vuole che io ci provi, spera che io ci creda come fa lui. Vorrebbe sentirsi dire: "voglio provarci", cosa che avevo cercato di fargli capire tempo fa. Io ci terrei e non solo per ragioni smielo-romantiche, ma anche perché è un ambiente che mi piace, che piace a tutti, è una vita folle che da soddisfazioni. Vorrei saperne di più per potergli dire tranquillamente di si e per vedere lui più tranquillo a riguardo.
Non si esprime su tutti i lati negativi della vicenda, lui enfatizza quelli positivi. Io mandando quella lista di pro e contro forse speravo in una reazione tipo: "Stai tranquilla, supereremo tutto insieme, ce la faremo", ma a quanto pare l'ho solo reso più impaurito e ansioso. Meglio così, forse, almeno ci rendiamo conto per davvero a cosa stiamo andando incontro, senza illusioni e senza prese in giro, ma se già era difficile prima, ora sembra impossibile.
Tutto sembra contro di noi, ogni volta che c’è un risvolto positivo, mi ritrovo schiantata di faccia contro la realtà, ovvero che non è assolutamente fattibile, anche se lui dopo un paio di esperienze insieme mi ha risposto che sono praticamente una stagista nella sua azienda. Come no. Spostando due o tre cose una volta ogni due mesi, senza avere la più pallida idea di quello che si dice con Alessio.
Non riesco ad essere positiva a riguardo, non riesco a vedere quel futuro e non credo che nessuno si impegnerà davvero per darmi la possibilità di averlo. Sono tutte belle parole, tutti palliativi che mi tengono buona e tranquilla per qualche giorno, finché l’argomento non si ripresenta.
Non credo sia la vita che vuole. Ha un buon posto a Milano e non ha intenzione alcuna di lasciarlo, giustamente, rendendo impossibile l’idea di accrescere il suo lavoro. Così come Alessio non abbandonerà mai la tranquillità del posto fisso dietro una cattedra.
E io continuerò a guardarmi attorno coi miei grandi occhioni impauriti, ad aspettare la  fine della tempesta, ad aspettare quel lieto fine, quella vita che lui dipinge a colori luminosi, ma che nella mia visione non sono altro che sbiadite macchie di colore su una tela troppo fragile per resistere agli attacchi del tempo. Aspetterò che il mio animo sognatore si spenga come la fiamma di una candela consumata dall’angoscia e dai tentativi di brillare fino all'ultimo.  Aspetterò che la vita reale, quella cruda, difficile, triste e priva di colore, prenda il posto della speranza e renda tutto più semplice, senza stimolo alcuno.
In fondo, molto in fondo al cuore, vorrei provarci. Mi fanno paura i contro, ma mi fa ancora più paura l’idea di rinunciare a tutti quei pro.
Vorrei quella vita folle con lui, Vorrei un’estate ancora più perfetta di quella scorsa, Vorrei lui e Vorrei vedere il suo sorriso, quello vero di quando è felice e nulla lo può toccare. Vorrei essere li con lui, ora e in un qualsiasi tipo di futuro.
Perché lo amo, perché dopo 6 anni non ho alcuna intenzione di perderlo, perché non posso immaginare una vita senza di lui, con cui sono cresciuta, senza la persona che mi ha sempre accettata e perdonata, che mi ha aspettata, che mi ha voluto davvero, che ha lottato per me fino alla fine, che mi ha capita, che può permettersi di dire “ormai ti conosco”.
Vorrei fare quei sacrifici, crescere o crollare con lui. Non posso permettermi di buttare via un’occasione per delle paranoie. Se poi verrà fuori che sono totalmente inutile, va bene. Migrerò da qualche altra parte e cercherò di costruirmi un’altra vita. Se andrà bene sarò insieme a lui, se andrà male sarò insieme a lui con più forza, perché nel bene è facile stare accanto a una persona, ma è nel male che ti rendi conto di quanto quella persona significhi per te e quanto sei disposta a fare per l’altro.
Vorrei, ma non posso e non credo potrò mai.

Il vero problema è che quello che vorrei è l’unica cosa che desidero davvero. E non ho preparato alcun piano di riserva, nessun piano di salvataggio.

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